Il nostro VBAC

“Guarda che se te ne viene un’altra non mi posso fermare sul cavalcavia”

È iniziata con queste parole di Simo, la nostra avventura.

In macchina in una Novara deserta, ancora immersa nel buio della notte, diretti all’ospedale Maggiore. Fermandoci a più riprese perchè durante le contrazioni non riuscivo a stare seduta sul sedile 😅 trovandomi alle 5 del mattino a fare gli squat sui marciapiedi, appoggiata alla portiera dell’auto 😂

Con questo spirito, tra una risata e l’altra, con quell’eccitazione di un qualcosa che aspetti da tanto, siamo arrivati a destinazione.

Con le contrazioni ogni 3 minuti, una in ascensore mentre salivo verso il ps di ostetricia (ho scattato un selfie😂) e una subito dopo fuori dalla porta del reparto, raggiunta dall’ostetrica le ho detto con tutte le doti attoriali che possiedo

“S O N O I N T R A V A G L I O !” 😂

Da li, visita e monitoraggio che lo hanno confermato, in vestaglia verso la sala parto, una contrazione nel mezzo dell’altrio e l’ostetrica “dai ti prego arriva oltre quelle porteeee” forse credeva che sarebbe nato li davanti a tutti…

Sicuro un travaglio come tanti, ma speciale per noi, con tante cosa da ricordare.

I primi dolori forti alle 2 di notte,

Io che sveglio Simo alle 4, vado a coccolare Vittoria e le metto il piumino sopra al pigiama, per andare dai nonni.

Il bagno caldo nella vasca al buio, per riprendere le forze e prepararmi all’avventura, con eccitazione e curiosità alle stelle.

L’ingresso in sala parto è stato alle 06.00, quello che ricordo era la voglia di stare appoggiata a terra, tutto il tempo. Le ostetriche che cercavano di farmi alzare e andare sulla poltrona…

Mi ero ripromessa che avrei fatto tutto quello che mi sentivo e avrei voluto, per vivermi questo momento senza rimpianti.

Un NO gigante alla prima richiesta di analgesia, un NO a qualsiasi interferenza.

Il mio continuo ripetere: è un VBAC!

Poi le contrazioni sono diventate dolorose, difficili da sopportare (come avevo fatto con Vittoria senza epidurale per 19 ore?) e verso le 10 ho chiesto la prima dose, seguita da altre nel corso della giornata.

Una cosa che non dicono riguardo al “Travaglio di prova” è che si tratta davvero di una prova. Cioè provo, e poi?

Provi, nel senso che provi a partorire nei tempi che dicono i PROTOCOLLI. Il famoso PARTOGRAMMA… E secondo quelle indicazioni, con un pregresso cesareo, io alle 12.00 avrei dovuto essere giá dilatata e pronta a partorire, invece ero ferma. FERMA A 8cm. Da troppe ore. Proprio a agli stessi 8 cm dove mi ero bloccata con Vittoria.

-Se non ci fai intervenire, tra un’ora rischi di finire ugualmente in sala operatoria

-NON VOGLIO L’OSSITOCINA

-ma la situazione è ferma

-NON VOGLIO CHE ROMPETE IL SACCO

-ok, pensaci ancora un po’

In quegli attimi di pausa da soli, io e Simo ci siamo guardati, le lacrime agli occhi e l’incubo di rivivere la stessa traumatica esperienza precedente.

Poi ci siam fatti lucidi e razionali. Il nostro lo avevamo fatto. Ci eravamo preparati, eravamo sereni, avevamo fatto quanto in nostro potere per arrivare al dunque, senza, appunto, rimorsi.

-Ok, tentiamo il tentabile.

Dopo una mezzora, al cambio turni, dico che acconsento alla rottura del sacco.

L’ostetrico mi visita di nuovo e prepara il minuscolo aghetto, e prima che inizi ad usarlo… sento un rivolo di acqua calda che esce… inizio a piangere! Si era rotto da solo, nello stesso istante!!!

Allora c’è speranza!

Mi aiuta a svuotare la parte inferiore, mi ha spiegato che la testa continuava a rimbalzare su un cuscinetto di liquido che si era fermato in basso, e ad ogni contrazione era come se rimbalzasse indietro per il liquido fermo li…

Mi hanno lasciata poi circa 3/4 d’ora, con un bolo di epidurale, ho riposato, mi son seduta sullo sgabello, testa appoggiata all’armadio… ho dormito anche qualche minuto in questa posizione!

Al successivo controllo della dilatazione… ERO ANCORA DI 8cm!

Esausti, a pezzi. Sfiniti emotivamente. Non ci potevamo credere. Non era servito a nulla.

Per la nuova ostetrica che mi stava ri-visitando peró avevo un collo talmente morbido che pareva essere burro.

-se vuoi alla prossima contrazione ti aiuto io

-in che senso?

-aspetto solo qui con le mani, e aiuto il collo. Non fará male

Detto, fatto. Nessun dolore.

Due minuti dopo con gli occhi illuminati mi guarda e mi dice:

-SEI A 10 cm!

Impossibile da trasmettere a parole.

10 cm sono quello che ti separa dal travaglio al parto vero e proprio. Alla fase espulsiva.I primi 10 cm della mia vita.

Chi ci è passata attraverso sa cosa significa…

-ora se senti la necessitá puoi anche scendere e prepararti alle spinte

-spinte? Come spinte? “Quelle” spinte?

Erano circa le 15. Ho afferrato la palla, mi ci sono avvinghiata, ho iniziato a dondolare e urlare. Non volevo spingere, sapevo che ci voleva tempo, che dovevamo prendercelo… dondola, urla, dondola, urla, respira…

Alla fine sono davvero arrivate anche le spinte. A carponi le gambe non riuscivano più a reggere, ho chiesto lo sgabello. Forse lo sgabello più piccolo che io abbia mai visto, in effetti.

Come brucia!!! Oddio bruciaaaaa!!! Che male!!! IO NON CE LA FACCIO PIUUUUU’!

Ma cosa mi è venuto in mente? Non ce la faccio davvero più!!!

(Le classiche battute da film, si!)

E alla fine… è uscita la testa, e senza spinte anche tutto il resto, prontamente avvolto in un lenzuolino caldo.

Erano le 15.47 dell’8 novembre.

Sono seguiti attimi confusi, ho perso un po’ Il senso del tempo. L’inge era dietro la mia schiena e piangeva. Piangevamo un po’ tutti…

-ce l’abbiamo fatta!!!

E poi…

-SCUSATE MA È MASCHIO O FEMMINA?!?

-ah giá! Aspettate… (l’ostetrica alza il lenzuolino sotto di me)

-eh si! È proprio un MASCHIO!

-Come? È sicura?

E niente… il resto è storia! Buon compleanno Damiano!

Costumi e pannolini per l’estate

Con Vittoria fin da 10 giorni dopo la nascita abbiamo utilizzato i pannolini lavabili, per diversi motivi ma primo fra tutti la sostenibilità ambientale.

Cover copripannolino in lana – Inverno 2018

Anche per le nostre vacanze al mare ho quindi cercato soluzioni che andassero nella stessa direzione, per tutti e tre gli anni.

Negli ultimi due in particolare, complice anche la sua capacità di trattenere, abbiamo usato pannolini contenitivi in tessuto in maniera esclusiva (la prima volta, con solo 7 mesi ho alternato degli usa e getta).

In spiaggia ho guardato tante famiglie con bimbi piccoli, e purtroppo non ho visto nemmeno un neonato con queste mutandine, tutti usa e getta, inzuppati di acqua, ricoperti poi da costumini colorati per rendere l’estetica più “bella”.

Non credo sia un problema di costi, perchè un pacchetto di u&g da mare costa davvero tantissimo (dai 12 ai 18€), secondo me non se ne parla semplicemente abbastanza.

Esistono di tantissime tipologie di costumini contenitivi, con spugna, con tassello assorbente, con protezione spf. E sono anche utilizzabili in piscina, non solo a mare!

Ma soprattutto non dovete buttarli dopo un bagnetto: li riutilizzate all’infinito! Un lavaggio a mano quando siete in vacanza, esattamente come sciacquate i vostri costumi, e sono di nuovo pronti! Una volta a casa poi un bel lavaggio in lavatrice per prepararli all’utilizzo successivo.

Io addirittura ho usato gli stessi (della stessa misura!!!) sia l’anno scorso, sia quest’anno 🤣 questi sono i piccoli vantaggi di avere una nanerottola in casa 😂

Abbiamo provato:

Bambino mio, nella formula kit due pannolini + maglietta manica lunga protettiva spf50+ quindi il massimo della protezione solare possibile.

Mutandine: Interno in spugna di cotone all’80%, esterno in poliestere, gambe a tenuta stagna.

Per noi ottimo assortimento, rapida asciugatura, con due pezzi abbiam fatto 1 mese di mare 2020 e il mare 2021!

Con il prezzo di una confezione di u&g da piscina vi prendete una mutandina✌🏼

Taglia provata 9-12kg (veste giusta)

Peso Vittoria 2020: 9kg

Peso Vittoria 2021: 10kg


Charlie banana, abbiam provato due mutandine costumino contenitive delle nuove fantasie, che ci sono arrivate ad agosto 2020 quindi direttamente nella piscinetta di casa e poi quest’anno al mare.

Composte in Tencel, fibra naturale al 100% morbida liscia e molto piacevole al tatto. Tessuto eco sostenibilr ottenuto dalla lavorazione della cellulosa estratta dalla polpa dell’albero di eucalipto. Esterno in poliestere.

Le mutandine internamente hanno un tassello assorbente aggiuntivo, questo vi permette di usarle anche come trainers per lo spannolinamento.

Asciugatura un po’ più lunga (proprio per il tassello), con due pezzi ne avrei probabilmente acquistata una terza, se non avessi avuto anche le altre da parte.

Tenuta anche in questo caso ottima ✌🏼e anche qui, per il prezzo lo ammortizzate con una confezione di u&g

Taglia provata 9-12kg (veste abbondante)

Peso Vittoria 2020: 9kg

Peso Vittoria 2021: 10kg


Magliette protettive Decathlon

Questa parte è più orientata solo alla protezione solare, più che ai costumi. Ma è in ogni caso una parte fondamentale per i nostri piccoli. Abbiam preso una a manica lunga e una a manica corta, spf 50+

Quella lunga ha una fantasia stampata che giá al nostro arrivo al mare era tutta appiccicata a se stessa, quella a manica corta invece perfetta essendo a tinta unita.

Ottimo rapporto qualitá/prezzo, ma consiglio quella corta per quanto detto sopra ✌🏼

pro: colletto alto, maggior protezione

contro: colletto alto magari darà fastidio ai vostri bambini, decorazioni appiccicose

Taglia provata: 18/24 mesi

E voi? Avete provato? Li conoscevate? Fatemi sapere 🙂 buon agosto a tutti/e!

Ti prego estate, arriva presto

In questi giorni di emergenza coronavirus siamo chiuse in casa, uscite ridotte al minimo per esigenze improrogabili. Prendiamo aria fresca e sole in giardino, siamo fortunate.

Le temperature sono ancora ballerine, ma la primavera inizia a farsi sentire, ogni giorno di più.

Quella che aspettiamo con impazienza però è l’estate, stiamo sognando a occhi aperti quel momento dove saremo con i piedi nella sabbia, fronte mare, lontano da tutti questi brutti pensieri e ansie legati all’epidemia.

Sul fronte casalingo non ci sono grandi aggiornamenti, abbiamo due molari che iniziano a farsi vedere, lo svezzamente procede come sempre a rilento.

Vittoria sono ormai settimane che la mattina al risveglio è asciutta, e la prima pipì della giornata la fa sul vasino. Ha anche imparato a sedersi da sola! So che è piccolissima per lo spannolinamento, (ha 1 anno e quasi 5 mesi) ma le premesse sono buone, e so che l’estate è il momento migliore per provarci seriamente.

Siamo anche super attrezzate, con le mutandine allenatrici di BambinoMio, fatte apposta per essere tirate su e giù all’occorrenza come le normali mutandine dei grandi, ma con uno strato assorbente impermeabile che le rende vicinissime ad un pannolino lavabile. La scorta nel cassetto è pronta, in questi giorni di pausa forzata in casa le usiamo alternandole ai pannolini, ma confidiamo nell’arrivo del caldo per essere “meno vestite” e poter essere più agili nell’indossarle!

Perché diciamolo…quanto sono scomodi i body durante lo spannolinamento?!?

C’è qualcuna che è riuscita a farlo durante la stagione fredda? Fatemi sapere la vostra esperienza, noi vi aggiorneremo strada facendo!

Per te sarà sempre il giorno del tuo compleanno, per me quello in cui “sei nata”

Io che volevo una femmina più di ogni altra cosa, ora ti guardo dormire e penso che sei perfetta.

Mi innamoro di te ogni giorno, ti fisso mentre sospiri nel tuo lettino, tra le braccia di Morfeo.

Ti bacio, continuamente, anche se tu non lo sopporti.

Ti coccolerei in ogni momento.

Ti farei addormentare in braccio con me sul divano sempre, giorno dopo giorno.

Ti vorrei insegnare tutto della vita, la passione per le piante, come giocare con la Zoe, come preparare il risotto perfetto, ogni singola parola conosciuta, facile o difficile.

Mi dicevano che fare un figlio è difficile, pesante.

Non la gravidanza, anche se gli ultimi tre mesi sono parecchio tosti…

Dopo.

Quando non dormi più di due ore consecutive, quando questo si ripete per una o due settimane senza tregua. Quando capisci che forse durerá mesi.

Quando non capisci cos’ha, perché urla di dolore, ma non si vede nulla.

Quando combatti per far passare gli arrossamenti per le bave e sul sederino.

Quando c’è il vaccino e controlli la temperatura meglio di Dr. House giá pronta con la suppostina in mano.

Quando “evviva la prima vacanza in tre!” E ti trovi a passar la notte all’ospedale di un’altra città con la pupa con una febbre inspiegabile.

Quando ti disperi perché hai l’unica bimba tutta gengive e i dentini proprio non vogliono uscire.

Quando neanche i capelli vogliono farsi vedere.

Quando lotti dalla fase del “iniziamo a dare la frutta” a “non vedo la luce in fondo al tunnel delle pappine”.

Quando butti così tanti cibi avanzati e riscaldati enne volte, che ci si sfamava un villaggio…

Quando “signora è tanto piccina, continui a darle la vitamina D”.

Quando chiedi al papá “ha fatto la cacca?” Lui dice no e invece ha il pannolino pieno, ma se ne accorge solo la mamma…

Quando entri al nido, e si scatena la disperazione, che ti lacera il cuore.

Passare con un neonato le giornate nella loro interezza, per giorni settimane e mesi ti prosciuga le forze, ti porta allo sfinimento.

Basta un sacchetto della spesa che si rovescia per far saltare fuori tutto il nervoso accumulato. Mi arrabbio. Tanto. Spesso. Urlo, troppo.

Come fanno certe mamme a non alzare mai la voce? Le ammiro. Sento le educatrici del nido che dicono dolcissime “mi spiace davvero tanto che tu sia così arrabbiata, Vittoria” mentre strilla inconsolabile, e so che io non potrei mai riuscirci.

È questo essere mamma? Un continuo bilanciarsi tra “ti morderei di baci” e “mi hai proprio fatto perdere la pazienza!”? Giuro che non lo so. È passato un anno e ancora non l’ho capito.

So solo che come tutte le volte che si avvicina il mio compleanno mi viene la malinconia, e ora mi succede anche con il tuo…

Dicono che quando nasce un bambino nasce anche una mamma… e solo adesso lo comprendo.

Per te sarà sempre il giorno del tuo compleanno, per me il giorno in cui “sei nata”.

Happy Birth-day, amore mio.

Secondo me è incinta

È sicuramente il gossip più gossip che c’è. Con la mia best friend Cinzia quando la telefonata inizia con “devo dirti una cosaaa!!!”

La controbattuta è sempre: “chi è incinta?!?”😂

Io non lo so perché noi donne siamo così ossessionate dalla cosa, ogni tanto quando penso a qualche amica che non vedo da un po’, vado a sbirciare il profilo facebook o instagram alla ricerca di “indizi”, vai di zoom, confronti, apri, zoomma, “guardala li un po’ di pancetta…” chiudi, apri, zoomma, chiudi…

Oppure durante qualche uscita, degli atteggiamenti strani, niente brindisi, niente salumi, tutte quelle “cose”…

E poi, quando arriva la conferma, dalla diretta interessata con foto, o ecografia pubblicata, o messaggio criptico… scatta la ricerca nelle foto vecchie, della serie “vediamo se si vedeva anche in quello scatto!”

E poi lo spam via insta/whatsapp/telefonate a tutte le conoscenti!

O magari, scopri che nei 3 anni che non l’hai vista ha sfornato un pupetto! La curiosità è femmina, no?

Lo facevo prima di rimanere incinta, lo faccio ora che sono mamma…

Sarà che l’età è quella giusta, anche un po’ troppo… che sono circondata da pance o ex pance amiche, che è una di quelle belle notizie da condividere a più non posso… ma…

Sapete darmi una spiegazione?

Siete così anche voi? Avete un’amica come me?

Meglio ancora: avete un’amica su cui fare gossip? 😂

P.s. questa è un’ecografia di Vittoria 🤪

Vietato Toccare

So che risulterò antipatica, ma davvero non ce la faccio più. Oggi mi hanno tirato fuori dalla grazia divina. 

Non si tratta di avere la fobia che qualcuno tocchi Vittoria, è una bimba socievolissima, ama la compagnia di grandi e piccini e si diverte un mondo a giocare con tutti. 

Sto parlando di estranei che, per strada, vedendola nel marsupio senza calze, le prendono il piedino e glielo baciano. 

Di nonnine ultraottantenni che avvicinandosi mielose la toccano in faccia, bocca, capelli, le tolgono il ciuccio mentre lei è tranquilla e beata, e se lo rigirano tutto tra le mani, insieme ai fazzoletti sporchi.

Di pomeriggi in alta montagna dove dovrebbero regnare il silenzio, la pace e la tranquillità anche per una neo famiglia come la nostra, che ultimamente fa fatica a fare una notte fatta bene e il nervoso è sempre a mille. E invece ci troviamo a passare due ore con la petulante -figliadinonsochi- di 3/4anni che non la lascia respirare un secondo, le urla in faccia, salta sulla sua coperta a terra, mentre lei è a gattoni, con gli stivali pieni di fango. E i genitori non pervenuti.

Ma l’educazione e il rispetto del prossimo non esistono più? 

E lo dice una che attacca bottone con chiunque, che sia per strada, al supermercato, o in qualsiasi altro posto.

Essere socievoli è una cosa, maleducati un’altra. Ecco io trovo da maleducati tutte queste cose. Prendersi delle libertà con un bebè in giro per strada, o fare figli e lasciarli allo stato brado. 

Simone dice spesso “la tua libertà finisce dove inizia quella di un altro”. Questa volta gli devo dare ragione.

Mi sono fatta un film

Ci penso spesso. A come me lo immaginavo e desideravo e come invece è stato. 

Per nove mesi ho fantasticato e sognato un parto naturale, in acqua, senza epidurale. Magari fortunata con solo due o tre ore di travaglio. Perché anche se tua mamma ha sofferto ed è durato tanto, non è detto che per te sarà uguale, no? 

E così la scelta di un piccolo ospedale con una splendida sala cicogna e un’altra bellissima vasca, la visita di routine con l’anestesista “ma tanto io non la farò mai!!!”

E tutti i controlli del caso.

La felicità di quando, in fase travaglio, all’una di notte l’ostetrica ti sussurra “se vuoi ora posso riempire la vasca”

Le lacrime di commozione quando con luci soffuse e la musica di Elisa, scelta da lei (Eppure sentire), ti appresti ad entrare in acqua, nuda ed ingombrante…e ti senti come madre natura.

Ecco, mi viene da piangere ancora ora…

Le ore a dondolarti attaccata alla liana, a trovare la giusta posizione con l’altezza dell’acqua.

Poi qualche ora fuori, sul materassino. Sulla sedia. Sulla palla. In piedi appoggiata al tuo compagno. Le ore e i turni delle ostetriche che si alternano. Le 7, le 10, le 14, le 16… 

Il tuo compagno che rimane accanto tutto il tempo, a tenerti fermo il bacino ad ogni massacrante contrazione, per tutto il giorno.

E quel controllo interno ad ogni ora durante la contrazione, per vedere la dilatazione. Una delle tante cose che nessuno ti dice mai. E che se non hai l’epidurale è devastante.

Quei centimetri che con il passare del giorno rimangono sempre fermi a 8. Per il parto ne servono 10.

E allora ti rompono il sacco.

E allora ti mettono l’ossitocina.

E tu stai così male con queste operazioni, che piangi. Ti senti morire, non hai mai sofferto così tanto in vita tua e chiedi l’epidurale. 

Un quarto d’ora che sembra non passare mai e l’anestesista che finalmente arriva e ti da il sollievo. Ma per poco. 

Si perché l’ossitocina con la rottura del sacco amniotico, associato all’epidurale fanno andare il tuo cucciolo in sofferenza. 

Ancora mezzora di monitoraggio e se prosegue vai in sala operatoria.

Al controllo dicono che nel frattempo ha stortato la testina. Che non potrà più nascere così. 

E ti mettono le calze anti trombi, controllano la rasatura, ti mettono sulla barella. 

Fuori trovi a sorpresa mamma e papá e con le lacrime sorridi e dici “non nasce, mi fanno il cesareo”

E poi alle 18.45 dentro in sala. Il papá resta fuori. Tutto in pochi minuti, dall’ingresso dell’anestetico in vena alla nascita, deve passare pochissimo, altrimenti il farmaco arriva al bambino.

L’anestesista che chiede: maschio o femmina?

-non l’ho voluto sapere

Lui: i nomi che avete scelto?

-Vittoria e Tommaso, ma anche Riccardo

Lui: allora se sei d’accordo ti racconto io cosa succede passo a passo. Io tifo per Vittoria! Ti sentirai schiacciare qui, sotto ai polmoni, poi muovere un po’ la pancia, poi premere ancora… ecco stanno tagliando la pelle. Ora spostano per fare spazio. Stanno tirando fuori la testa… sta per nascere! É… é Vittoria!!!!!!!!!!!

Gioia infinita. Sono le 18.59 del 18.10.2018

E le lacrime calde che ricominciano a scendere, a fiotti. Tu la vedi per la prima volta da sdraiata, tutta legata ai tubi, te la fanno baciare ma tu puoi girare appena la testa. Poi la pesano, lavano, fanno l’apgar. Poi un altro bacio e lei esce per andare dal papá. Che la prende in braccio prima di te.

E tu che ti eri immaginata mille volte questo momento, ma mai con il cesareo. Che volevi il parto naturale, il contatto pelle a pelle, stringerla a te immediatamente… non realizzi subito cosa ti è mancato.

Le ostetriche dolcissime che continuano a dirti: “sei stata bravissima, non hai nessuna colpa, non poteva nascere da sola. Lei sta benissimo ed è bellissima” e tu non capisci, in una girandola di emozioni. 

Poi in camera, con il taglio, i punti, il dolore addominale, le flebo nel braccio, il catetere, i lividi. Per alzarti devi sempre appoggiarti. Nel letto non riesci a girarti e devi sempre chiamare qualcuno che ti passi la bimba per allattarla. Ma sei felice come non mai.

Poi con le settimane e i mesi ci pensi e ripensi. E capisci che ti è mancato un pezzetto. E stamattina tornando dal bagno dopo un semplice cambio pannolino con lei in braccio avvolta nel lenzuolino, beh. Mi sono vista allo specchio e mi sono mi sono fatta il mio film hollywoodiano. 

Io fuori dalla sala parto che la tengo in braccio, stretta a me e la presento al mondo: Vittoria, la mia bimba bellissima dagli occhi chiari 💕