Una notte di incubi

È una delle poche cose che non ho condiviso (per timore prima, per scaramanzia dopo). Il momento della traslucenza con la sua classica foto racchiusa in quei quasi 6 cm in bianco e nero che di solito accompagna l’annuncio della “buona novella”.

1 anno fa mi svegliavo da una notte di incubi. Avevo fatto lo stesso brutto sogno ripetuto fino al mattino. Piena di ansia e paura ho raccontato a Simo quel che succedeva: andavo all’appuntamento con l’ecografia e mi dicevano che c’era un grosso problema, un “PIEDE TAURINO”, che rendeva impossibile il proseguimento della gravidanza.

Avevo appuntamento alle 11 e dovevo andare da sola in Ospedale, si erano raccomandati per le norme Covid.

Sdraiata sul lettino al buio, la specializzanda ha iniziato la visita nel silenzio. Non una parola, ogni tanto qualche screen di quello che vedeva. Poi ha chiamato la dottoressa alla scrivania dietro e le ha detto “mmm. Qui… puó guardare?”

Io ho avuto un brivido lungo la schiena, ho guardato il monitor e visto tutto nero. Un buco nero enorme. “C’è qualche problema?”

Ecografia del 27 aprile con riscontro di malformazione fetale: megavescica e possibile piedino torto

“Mmm.. ha già fatto il prelievo per il btest? C’è la vescica che è grossa… troppo grossa. E anche un PIEDINO TORTO. Poi leggo che ha 40 anni. Sono giá troppi fattori. Le facciamo la visita di secondo livello e la villocentesi, adesso aspetta qui che sentiamo la collega appena riesce”.

Sudori freddi, PIEDE TORTO (era destino? Sogno premonitore?), VESCICA, VILLOCENTESI… io da sola.

“Cosa vuol dire scusate? Ci sono problemi?”

Poche risposte. La vescica grossa era tecnicamente una “megavescica” che spesso non ha prognosi positiva, associata al piedino torto era un altissimo rischio per la diagnosi di errore genetico.

Quella di baby 2 aveva un valore compreso tra 7 e 15mm.

Nell’Ospedale di Novara mi hanno detto che ne riscontrano circa 2 casi all’anno.

Ecco quindi che tre quarti d’ora dopo ero a fare l’ecografia di secondo livello con un’altra ginecologa, che mi ha fatto anche il prelievo dei villi coriali.

Avevo paura. Paura per quello che mi avevano appena detto, paura per quell’ago di 20 cm che entrava nella pancia. Ho chiuso gli occhi. L’infermiera che mi teneva la mano mi ha sussurrato all’orecchio “non chiuderli, non fare entrare i mostri” e io sono scoppiata a piangere, sono sembrati attimi interminabili.

Come le settimane seguenti, in attesa di un risultato.

Papá Simone che stranamente, rispetto alla prima gravidanza dove era timoroso e non lo diceva a nessuno, aveva passato le settimane dopo il test positivo a festeggiare e cercare di spiegare a Vittoria che sarebbe arrivata una sorellina o un fratellino… io che avevo presentimenti (mannaggia avevo avuto ragione!) continuavo a dirgli di aspettare… soprattutto con lei.

Il consulto con la genetista mi aveva chiarito molti dubbi, potevamo aspettarci un esito positivo per una trisomia o un altro errore genetico incompatibile con la vita. Le percentuali a nostro favore erano basse. Poi c’era la questione dimensione, che se non si fosse rimpicciolita avrebbe compromesso irreparabilmente lo sviluppo del feto…

Son seguiti giorni di ricerche su documenti, pdf, estratti di studi universitari, misurazioni millimetriche delle foto, lettura di blog e messaggi di chat sparsi nella rete, parcheggiati da anni.

Per capire che caso di megavescica fosse (lieve? moderata o grave?) Perchè se non era legata ad un errore genetico poteva forse essere operata, forse era una valvola uretrale posteriore, forse era un problema dell’uretra, oppure poteva svuotarsi, ma solo se non era di quelle moderate o gravi, quindi se non si riempiva più di quanto giá non era, perchè avrebbe compromesso lo sviluppo di organi e polmoni. Insomma, un trip mentale allucinante, era difficile mantenere una certa lucidità.

Questo fino a quando dopo 2 settimane sono arrivati i risultati del cariotipo: sulla carta era tutto regolare! Primo grande sospiro!

Ora dovevamo sperare che nel frattempo si fosse rimpicciolita… Durante la visita successiva i valori ecografici erano quasi regolari e la vescica si era anche svuotata durante l’esame… stava finalmente facendo pipì!!! Così come il piedino torto che era stato visto nella prima ecografia, non ce ne era più traccia.

Ecografia 11/05

La vescica è stata tenuta sotto controllo con altre 3 ecografie di secondo livello, ed è subito rientrata nei parametri, tanto da tornare ad essere catalogata come gravidanza fisiologica su tutta la linea.

Esito della seconda ecografia di secondo livello

Insomma, dovevamo già capirlo che sarebbe stato un bel combinaguai, questo baby 2! E possiamo affermare dopo quasi 6 mesi di rodaggio… che Damiano è anche un gran piscione!!!

P.s. Nonostante gli esami genetici approfonditi, con il cariotipo scritto nero su bianco, il sesso di Fiortorello è stato tenuto nascosto anche da tutti i documenti che ci hanno consegnato 😆

Eccolo infatti contrassegnato con

46 X ? (Punto di domanda!)

(XX FEMMINA – XY MASCHIO)

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